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Altro che purificatori, ecco la super pianta che pulisce l’aria 30 volte di più: tutti ne parlano

Piante in casa
Per la salubrità dell'aria in casa - (driade.it)

Sfrutta biotecnologie avanzate per eliminare inquinanti domestici e offre una soluzione sostenibile all’inquinamento indoor

Un po’ tutti, nei tempi che viviamo, sono alla ricerca di soluzioni verdi per la purificazione dell’aria in casa. Per questo oggi vi parliamo di un settore in continua espansione e sempre più cruciale nell’era della crescente urbanizzazione e consapevolezza ambientale.

Un alleato ideale per chi desidera migliorare la qualità dell’aria in casa o in ufficio senza ricorrere a dispositivi elettrici che consumano energia. La pianta, infatti, rappresenta una soluzione sostenibile e a basso impatto ambientale, in grado di sostituire o integrare i tradizionali purificatori d’aria elettrici, con un risparmio energetico significativo.

Un’innovazione biotecnologica nella purificazione dell’aria

L’attenzione verso la qualità dell’aria negli ambienti chiusi ha guadagnato un nuovo protagonista nel settore della biotecnologia botanica: Neo P1, una pianta da interno sviluppata da Neoplants, startup francese che ha rivoluzionato il concetto di purificazione naturale. Questo organismo vegetale, frutto di avanzate modifiche metaboliche e di un innovativo microbioma, promette di migliorare la qualità dell’aria 30 volte più efficacemente rispetto alle piante tradizionali. Un risultato che sta facendo parlare di sé non solo tra gli appassionati di piante, ma anche tra gli esperti di sostenibilità ambientale e tecnologia verde.

Pothos, pianta tradizionale

Il meccanismo che modifica il metabolismo del Pothos tradizionale – (driade.it)

Il progetto di Neoplants si basa su un punto di partenza ben noto agli appassionati di giardinaggio domestico: il Pothos, o edera del diavolo, una pianta apprezzata per la sua robustezza e adattabilità. Grazie a un intervento in laboratorio, gli scienziati hanno modificato il metabolismo del Pothos introducendo un microbioma specifico, un insieme di microrganismi capaci di catturare e degradare efficacemente inquinanti comuni negli ambienti indoor, come formaldeide, benzene, toluene e xilene.

Il meccanismo alla base di questa pianta biotecnologica è assai sofisticato: non si limita ad assorbire gli agenti inquinanti, ma li trasforma in composti innocui, principalmente zuccheri e acqua. Questo processo, simile a una forma di “nutrizione” alternativa, consente a Neo P1 di agire come un vero e proprio purificatore naturale, riducendo la presenza di sostanze tossiche nell’aria con una efficacia senza precedenti.

Nonostante la complessità del suo sviluppo, Neo P1 non richiede cure particolari rispetto a una pianta d’appartamento comune. Per mantenere efficiente il suo microbioma e le sue proprietà purificanti, è sufficiente garantire luce indiretta e annaffiature regolari, con un’attenzione speciale: una volta al mese è necessario somministrare un integratore vitaminico specifico, che aiuti a preservare la salute del microbioma interno.

Per chi desidera comunque acquistare una pianta di Pothos tradizionale, utilizzata da sempre per la sua capacità di purificare l’ambiente domestico, è utile seguire alcune indicazioni per garantirne la migliore crescita e funzione. Secondo le raccomandazioni, la cura dell’edera del diavolo richiede:

  • Luce: preferisce ambienti con luce indiretta o filtrata, evitando l’esposizione diretta al sole che potrebbe danneggiarla. Sa adattarsi anche a condizioni di luce ridotta, cosa che la rende molto versatile.
  • Temperatura: predilige temperature temperate, comprese tra 10 e 25 °C, e un livello di umidità moderato. È importante evitare di collocarla vicino a fonti di calore o di aria condizionata per non stressarla.
  • Annaffiatura: si consiglia di annaffiare solo quando il terreno appare asciutto al tatto. La pianta tollera brevi periodi di siccità, quindi è preferibile attendere piuttosto che esagerare con l’acqua. Durante i mesi invernali, è fondamentale ridurre la frequenza delle irrigazioni.
  • Terreno: necessità di un substrato ben drenante e arieggiato, che impedisca ristagni d’acqua e favorisca la salute delle radici.

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