Fai da te

Freddo elevato nonostante i termosifoni, quali trucchi adottare per risolvere

Il termosifone è caldo. Lo tocchi e quasi scotta. Eppure la stanza resta fredda. È una sensazione che molti conoscono: bolletta in salita, comfort in discesa.

La prima cosa che controllo quando entro in una casa così è l’aria nei radiatori. Può sembrare banale, ma un termosifone pieno d’aria nella parte alta scalda a metà. Si sente al tatto: caldo sotto, tiepido sopra. Basta aprire la valvolina di sfiato con un piccolo contenitore sotto e lasciare uscire l’aria finché non arriva acqua continua. È un gesto semplice, ma cambia la resa in modo netto.

Poi guardo le valvole termostatiche. Spesso sono impostate tutte allo stesso modo, senza considerare esposizione e uso delle stanze. Una camera esposta a nord richiede un’apertura diversa rispetto a un soggiorno pieno di finestre a sud. Il calore va distribuito, non sparato a caso.

Come rendere la temperatura in casa più confortevole

Un dettaglio che molti ignorano: lo spazio dietro il termosifone. Se è incassato in una nicchia fredda o contro un muro esterno non isolato, parte del calore si disperde verso l’esterno. Applicare un pannello riflettente termico tra radiatore e parete aiuta a rimandare il calore dentro la stanza. Costa poco e funziona. In un appartamento anni ’70 che ho seguito, la temperatura percepita è salita di quasi un grado senza toccare la caldaia.

Ma il problema non è sempre l’impianto. A volte è l’involucro. Spifferi sotto le porte, cassonetti delle tapparelle non isolati, guarnizioni usurate. Ho visto correnti d’aria entrare da una presa elettrica mal sigillata su una parete perimetrale. Il freddo trova varchi invisibili.

Un altro punto critico sono le tende troppo pesanti davanti ai termosifoni. Sembrano aiutare, in realtà trattengono il calore tra radiatore e finestra. Meglio tende che arrivano sopra il termosifone o, in alternativa, leggermente scostate.

C’è poi l’altezza dei soffitti. In case con ambienti molto alti, l’aria calda tende a stratificare verso l’alto. In questi casi, un ventilatore da soffitto a bassa velocità, impostato per spingere l’aria verso il basso, può migliorare la distribuzione. Non è una soluzione estetica per tutti, ma funziona. Il caldo deve circolare, non stagnare.

Un’intuizione meno ortodossa riguarda l’umidità. Un ambiente troppo secco amplifica la sensazione di freddo. Un livello intorno al 40-50% rende l’aria più confortevole. Un piccolo umidificatore o anche semplicemente una bacinella d’acqua vicino al radiatore possono aiutare.

Infine la caldaia. Pressione dell’impianto, manutenzione annuale, eventuale presenza di fanghi nei circuiti. Se l’acqua non circola bene, la resa cala. In certi casi è utile un lavaggio dell’impianto per eliminare depositi che riducono lo scambio termico.

Un dettaglio che noto spesso: termostato posizionato in un punto sfavorevole, magari vicino a una porta o in un corridoio freddo. Così la caldaia continua a lavorare perché “legge” una temperatura più bassa rispetto al resto della casa.

Prima di alzare di due gradi, vale la pena guardare tutto questo. A volte il problema non è quanto scaldiamo, ma come.

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