Può causare sintomi gravi come confusione e debolezza, soprattutto in soggetti fragili o atleti. Ecco chi deve prestare maggiore attenzione
Una condizione spesso sottovalutata che può portare a complicazioni anche gravi, soprattutto in soggetti con determinate patologie o abitudini particolari. Scopriamo quali sono i segnali d’allarme e i gruppi più a rischio, alla luce delle più recenti evidenze mediche.
La consapevolezza è fondamentale per prevenire complicazioni spesso sottovalutate. Se si appartiene a uno dei gruppi a rischio o si manifestano sintomi sospetti, la consultazione medica diventa imprescindibile per una diagnosi tempestiva e un trattamento efficace.
I rischi per la salute
L’idratazione corretta è fondamentale per il buon funzionamento del nostro organismo, ma un eccesso di assunzione di acqua può comportare rischi seri per la salute. Medici e specialisti mettono in guardia sui pericoli dell’iperidratazione. Secondo Natasha Trentacosta, specialista in medicina dello sport e chirurga ortopedica presso il Cedars-Sinai Orthopaedics di Los Angeles, l’iperidratazione si verifica quando l’assunzione di acqua supera di gran lunga la capacità del corpo di eliminarla. Questo squilibrio provoca un eccesso di liquidi che interferisce con le funzioni fisiologiche. Michael Klein, nefrologo del WMCHealth di New York e docente al New York Medical College, sottolinea come un lieve sovraccarico idrico sia spesso asintomatico, ma diversi sintomi possono indicare un problema nella gestione del bilancio idrico.
I segnali più comuni da non ignorare includono:
- Instabilità nell’andatura e perdita di coordinazione
- Aumento delle cadute
- Capogiri persistenti
- Confusione mentale
- Letargia e debolezza
- Nausea o vomito
Questi sintomi sono associati a una condizione chiamata iponatriemia, ovvero la pericolosa diluizione del sodio nel sangue causata dall’eccesso di acqua.
Per la maggior parte delle persone sane, il corpo è in grado di gestire efficacemente l’acqua in eccesso grazie all’azione coordinata di ghiandola pituitaria, reni, fegato e cuore. Tuttavia, esistono categorie di individui più vulnerabili, che devono prestare particolare attenzione.

Il pericolo di bere troppa acqua – (driade.it)
Il dottor Klein evidenzia che chi soffre di malattie renali o di condizioni che causano un’eccessiva produzione di ormone antidiuretico (ADH), noto anche come vasopressina, è maggiormente esposto al rischio. La sindrome da inappropriata secrezione di ADH (SIADH) induce il corpo a trattenere acqua anche quando non necessario, aumentando la possibilità di intossicazione da acqua, che può rivelarsi letale.
Anche le persone con insufficienza cardiaca congestizia o malattie epatiche sono particolarmente a rischio. Nel caso dell’insufficienza cardiaca, il corpo interpreta erroneamente la situazione come una carenza di liquidi e stimola la ritenzione idrica, aggravando la condizione.
Gli atleti, soprattutto quelli che praticano sport di resistenza, possono incorrere in iperidratazione se assumono quantità eccessive di acqua subito dopo l’attività fisica intensa. Questo fenomeno, noto anche come “intossicazione da acqua”, è caratterizzato da un abbassamento pericoloso dei livelli di sodio nel sangue e può causare iponatriemia.
Altri fattori di rischio includono l’assunzione di farmaci diuretici o antidepressivi, condizioni come insufficienza delle ghiandole surrenali, ipotiroidismo o episodi cronici di vomito e diarrea, che alterano l’equilibrio idrico e elettrolitico dell’organismo.








