Arredamento

Il dettaglio delle case in Svizzera che copia quelle italiane: è innegabile

Entrare in certe case svizzere oggi fa uno strano effetto. Ti aspetti rigore, linee fredde, ordine quasi clinico. E invece trovi calore. Legno ovunque.

Tavoli grandi, non solo funzionali. Luci morbide. Un modo di abitare che, fino a qualche anno fa, avremmo definito molto più italiano che elvetico.

Il dettaglio che salta agli occhi è proprio questo: il ritorno al legno caldo e vissuto, non quello perfetto da showroom. Parquet spazzolato, tavoli massicci con venature evidenti, credenze che sembrano recuperate da una casa di montagna lombarda o piemontese. Non è un caso isolato. È una tendenza.

Il legno non è più solo tradizione alpina

La Svizzera ha sempre avuto il legno nella sua cultura costruttiva, certo. Chalet, travi a vista, case di montagna. Ma qui parliamo di altro. Parliamo di appartamenti cittadini, a Zurigo o a Basilea, dove fino a poco tempo fa dominavano superfici bianche, acciaio, cucine laccate lucide.

Oggi molte ristrutturazioni scelgono cucine in rovere naturale, mensole aperte, tavoli centrali che ricordano le cucine italiane di famiglia. Anche la disposizione cambia: meno spazi rigidamente separati, più ambienti che dialogano. La cucina torna a essere un luogo dove si resta, non solo dove si passa.

Chi lavora nel settore dell’arredamento lo vede chiaramente. Clienti svizzeri che chiedono atmosfere “mediterranee”, che portano foto di case toscane, che cercano pavimenti continui e non più spezzati stanza per stanza.

Perché sta succedendo

C’entra il lavoro da casa, c’entra il tempo passato tra le mura domestiche negli ultimi anni. Ma c’entra anche un desiderio di meno perfezione. Le case iper-minimali, tutte bianche, bellissime in foto, nella vita reale stancano. Si graffiano, si sporcano, si raffreddano.

Il modello italiano, con le sue imperfezioni, è più indulgente. Un tavolo in legno si segna e non diventa un dramma. Una sedia diversa dalle altre non rovina l’equilibrio. È un’estetica meno rigida, più abitata.

E poi c’è la questione economica. In Svizzera il potere d’acquisto è alto, ma anche il costo della vita. Investire in materiali naturali, durevoli, diventa una scelta quasi ovvia. Il legno massello dura. Il parquet vero si può levigare. Non è solo gusto, è anche pragmatismo.

Cosa cambia per chi arreda oggi

Per i consumatori italiani questa “copia” ha un effetto curioso. Alcuni marchi svizzeri e tedeschi stanno reinterpretando lo stile italiano e lo riportano sul mercato con prezzi più alti. Paradossale, se ci pensiamo.

Chi arreda casa in Italia potrebbe trovarsi davanti a prodotti che sembrano nati qui, ma con etichette straniere e costi importanti. E allora vale la pena chiedersi: non abbiamo già questa tradizione sotto casa?

Anche nelle zone di confine si vede uno scambio continuo. Artigiani italiani che lavorano per clienti svizzeri, showroom svizzeri che promuovono “Italian mood” come valore aggiunto. La linea si fa sottile.

Non è detto che tutto sia positivo. A volte l’imitazione rischia di semplificare. Lo stile italiano non è solo legno e luce calda. È stratificazione, è storia, è mix di epoche. Ridurlo a una palette neutra con qualche pianta verde sarebbe un errore.

Eppure il segnale è chiaro. Le case svizzere si stanno scaldando. Si stanno ammorbidendo. E guardano sempre più spesso a sud per trovare ispirazione.

Forse non è una copia nel senso stretto. Forse è un dialogo. Ma quando entri in certi appartamenti a Zurigo e ti sembra di essere a Milano o a Torino, la sensazione resta. E non è solo una suggestione passeggera.

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