Stai per partire e, un po’ per gioco e un po’ per vanità, pubblichi questo sui social. Ecco, hai appena commesso un grave errore
In generale, preliminarmente vi diciamo che è consigliabile attivare le impostazioni di privacy sui propri profili social per limitare la visibilità dei contenuti ai soli amici o a un pubblico selezionato. Utilizzare password robuste e l’autenticazione a due fattori per gli account di posta elettronica e social può ridurre il rischio di accessi non autorizzati.
La consapevolezza e l’adozione di misure preventive sono gli strumenti più efficaci per proteggere la propria identità digitale e assicurarsi che i ricordi di viaggio rimangano solo un piacere da condividere, senza trasformarsi in un rischio per la sicurezza personale.
Non condividere mai questo sui social
Nell’era digitale, la condivisione di momenti di viaggio sui social network è diventata una pratica comune. Tuttavia, postare immagini di documenti personali come carte d’imbarco e passaporti può comportare rischi significativi per la sicurezza e la privacy degli utenti. Recenti studi e casi di cronaca dimostrano come questi dati, apparentemente innocui, possano essere utilizzati per attività fraudolente o furti d’identità.
Le carte d’imbarco e i passaporti contengono informazioni sensibili che, se divulgate pubblicamente, diventano terreno fertile per truffatori e criminali informatici. Tra i dati più esposti vi sono il nome completo, il numero del documento, la data di nascita, il codice di prenotazione e i codici a barre o QR code, che possono essere scansionati per ricavare ulteriori dettagli sulla persona.

Non condividere i tuoi documenti sui social – (driade.it)
Un elemento particolarmente pericoloso presente sulla carta d’imbarco è il PNR (Passenger Name Record), un codice univoco che permette di accedere a tutte le informazioni relative alla prenotazione del viaggio, inclusi dettagli personali, itinerari, e talvolta anche informazioni di pagamento. I malintenzionati possono sfruttare questi dati per modificare prenotazioni, accedere a servizi a pagamento o persino organizzare furti d’identità.
Negli ultimi anni, sono aumentati gli episodi di phishing e attacchi informatici basati su informazioni reperite attraverso i social media. La condivisione di foto di documenti può fornire ai cybercriminali un punto di partenza per creare profili falsi o accedere ad account personali. Inoltre, i dati presenti sui passaporti e sulle carte d’imbarco possono essere usati per bypassare sistemi di sicurezza e autenticazione, specialmente in contesti dove l’identità digitale è richiesta.
Un altro rischio concreto è rappresentato dal cosiddetto “boarding pass hacking”, una tecnica che sfrutta i codici presenti sulle carte d’imbarco per ottenere accesso a informazioni di viaggio riservate. Ciò può portare non solo a violazioni della privacy, ma anche a gravi problemi di sicurezza aeroportuale.








