Fai da te

Creare una scarpiera usando le scatole di cartone delle spedizioni: idea geniale e semplicissima

Le scatole delle spedizioni ormai entrano in casa più spesso degli ospiti. Le apri, tiri fuori quello che hai ordinato e poi restano lì. Accatastate. In attesa di essere buttate. Oppure dimenticate dietro una porta.

E allora qualcuno ha cominciato a farci altro. Una scarpiera, per esempio.

Non parlo di un mobile perfetto da catalogo. Parlo di una soluzione temporanea, ma nemmeno troppo. Una struttura modulare fatta con le scatole che già hai, tagliate e incastrate tra loro, rinforzate con nastro resistente o colla vinilica. Sembra un gioco, in realtà funziona.

Perché questa idea sta circolando così tanto

C’è un motivo se sempre più persone condividono foto di scarpiere in cartone. Gli spazi si riducono, gli ingressi sono piccoli, spesso non c’è nemmeno un vero disimpegno. E comprare un mobile nuovo per tenere in ordine quattro paia di scarpe può sembrare eccessivo.

Perché questa idea sta circolando così tanto – driade.it

Il cartone è leggero, facile da lavorare. Se sbagli un taglio, pazienza. Se la disposizione non ti convince, smonti e rifai. Non devi essere un falegname. Basta un cutter affilato e un po’ di pazienza.

Le scatole delle spedizioni, soprattutto quelle più grandi, hanno già una struttura resistente. Quelle doppia onda reggono peso senza piegarsi subito. Certo, non è legno massello. Ma per sneakers, scarpe basse, pantofole, tengono.

Come si trasforma una scatola in scarpiera

L’idea più semplice è creare moduli orizzontali. Si taglia la parte superiore della scatola, si rinforzano gli angoli con nastro telato e si impilano più elementi uno sopra l’altro. Qualcuno preferisce tagliare la scatola in diagonale, creando vani inclinati dove infilare le scarpe come in negozio.

Non serve esagerare con la fantasia. Funziona meglio quando resta essenziale. Un modulo, due moduli, tre al massimo. Oltre diventa instabile.

C’è anche chi riveste il cartone con carta adesiva effetto legno o con vernice acrilica. Qui si entra in un’altra dimensione. Più estetica, meno provvisoria. Ma bisogna accettare che il risultato non sarà mai identico a un mobile acquistato.

E forse è proprio questo il punto. Una scarpiera in cartone non è solo un esercizio creativo. È un modo per prendere controllo del disordine senza spendere. In case piccole, in appartamenti in affitto, in stanze condivise, può fare la differenza tra un ingresso caotico e uno spazio gestibile.

Non è eterna. Con l’umidità può rovinarsi. Se la metti troppo vicino alla porta d’ingresso e piove spesso, rischia di deformarsi. Va considerata una soluzione intelligente ma con dei limiti.

Eppure c’è qualcosa di liberatorio in questa scelta. Riutilizzare ciò che normalmente finisce nel bidone. Dare una seconda vita a un materiale che consideriamo fragile, quando invece è solo sottovalutato.

Molti appassionati di arredamento stanno tornando a guardare il fai da te con occhi meno romantici e più concreti. Non si tratta di costruire mobili complessi. Si tratta di risolvere piccoli problemi quotidiani con quello che si ha già.

Una scarpiera in cartone non cambierà la casa. Non la renderà più elegante. Ma può cambiare l’ordine di un angolo, e a volte basta questo per sentirsi meno sopraffatti. Poi magari, tra qualche mese, la sostituirai con qualcosa di più solido. O magari no. Magari ti accorgerai che quella struttura semplice, nata quasi per caso, sta facendo il suo lavoro meglio di quanto pensassi.

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